UZBEKISTAN – la terra di Tamerlano

La “Via della Seta” era una rete di percorsi terrestri, marittimi e fluviali che nell’antichità collegavano l’Impero cinese con quello romano, coprendo circa 8000 km. Attraversava l’Asia Centrale e Medio Oriente, mettendo in comunicazione Chang’an (oggi Xi’an) in Cina con l’Asia minore e il Mediterraneo, tramite il Medio e il Vicino Oriente. Le diramazioni si estendevano all’Est alla Corea e al Giappone e, a Sud all’India. La seta e le spezie viaggiavano in direzione di Roma mentre altre merci preziose andavano in direzione opposta, generando gli scambi commerciali e culturali che avrebbero garantito la prosperità delle antiche civilità coinvolte. Uno dei percorsi settentrionali attraversava le terre di Uzbekistan e sostava a Samarcanda.

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Recarsi in Uzbekistan oggi significa tornare indietro nel tempo. Il tour classico prevede le quattro tappe immancabili: Khiva, Bukhara, Samarcanda e Tashkent. La più caratteristica tra tutte è sicuramente Khiva con il suo piccolo centro “dentro le mura” – Ichan Kala –  che include la cittadella e l’antica fortezza Kunya-Ark, la moschea Juma, il minareto del IX secolo di Islam Hotel Odja, il caravanserraglio, il palazzo Tash-Khauli, la bellissima madrassa Allakuli-Khan e il mausoleo Pakhlavan-Makhmud. Camminando a piedi tra le minuscole viuzze del centro si incrociano gli abitanti. Colpiscono le bonarie espressioni dei loro visi sorridenti e il loro abbigliamento colorato.  DSCN1912

Attraversando in pullman circa 480 km della zona desertica del Kyzylkum si giunge a Bukhara. Facendo la sosta lungo il viaggio si può visitare una piantagione di cotone e incontrare da vicino la popolazione locale. Minareti, moschee, mausolei e madrasse si snodano una dietro l’altra in questa cittadina circondata dalle mura antiche. Le madrasse  Kukeldash, Khanakas e Nadir-Divanbegi rapiscono lo sguardo con la loro bellezza e i colori stupendi. Gli ornamenti della moschea Magok-i-Attari sono gli unici per il fatto che riprendono i motivi zoorastri e buddisti. Immancabili le soste alla Chor-minor, la madrassa dei quattro minareti, al mausoleo dei Samanidi, il capolavoro dell’architettura del X secolo, e alla cittadella, un tempo residenza del khan uzbeko.

DSCN2216Il viaggio prosegue verso Shakhrisabz, la città natale di Tamerlano, dove è possibile visitare Dorus Saodat, il luogo di sepoltura delle famiglie regnanti.DSCN2595

Una delle città più antiche del mondo, Samarcanda divenne la capitale dell’Impero timuride nel 1370 e raggiunse il massimo splendore grazie alle opere architettoniche e artigianali promosse durante il regno di Tamerlano (1370-1405). Suo figlio Ulugh-beg governò il paese nei successivi 40 anni e fondò diverse scuole dedite allo studio di scienze, di matematica e di astronomia. Fece costruire anche un osservatorio, i cui resti sono tuttora visitabili. Nel XVI secolo il ruolo della capitale fu trasferito a Bukhara, mentre Samarcanda iniziò il lento declino. Oggi la città ha conservato le importanti tracce del suo antico splendore. La piazza Registan, circondata da tre madrasse, toglie il fiato. Il mausoleo di Gur-Emir ospita la tomba di Tamerlano. E’ impossibile restare non colpiti dalla bellezza di questo luogo del tutto diverso dalla capitale Tashkent, la cui modernità riflette i segni lasciati dal periodo sovietico. La metropolitana è, credo, tra le più silenziosi e pulite al mondo.

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