GERUSALEMME – una città senza tempo

Mai stato a Gerusalemme? Non importa se sei un credente o no, un cristiano o un ebreo. Gerusalemme è una città in cui puoi vedere cose che non vedrai da nessun’altra parte del mondo. E’ un luogo di altri tempi.

La prima esperienza diversa da tutte le altre è l’ingresso in Paese. Se viaggi spesso e hai un passaporto come il mio, pieno di timbri dei vari paesi, preparati ad un’accoglienza insolita. Ma niente panico. Tutto fa parte del normale modo di fare i controlli in Israele. A causa dei miei visti (egiziano e siriano), passai in aeroporto una mezzora poco piacevole, messa da parte ed interrogata sulla natura dei miei viaggi. Dopo aver spiegato all’addetto di essere una globetrotter (cioè una giramondo per turismo, per intenderci) mi fu rilasciato un permesso di soggiorno “con riserva”, tanto che temevo di avere altri problemi al rientro dalla Giordania, ma fortunatamente andò tutto bene.

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La vista dall’alto di Gerusalemme

Varcata la soglia della Città Santa, le sorprese non finiscono. Il cuore della Città Vecchia è circondato dalle antiche mura, costruite nel 1538 durante il regno del sultano  Solimano il Magnifico. Per entrare occorre attraversare una delle otto porte. Una volta dentro, si passa da un quartiere all’altro: cristiano, armeno, ebreo e musulmano. Questa convivenza multietnica è il risultato della storia particolare di Gerusalemme che, nel corso dei secoli ha visto un susseguirsi di varie dominazioni.

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Nel corso della sua storia Gerusalemme è stata distrutta e ricostruita due volte. Nel 331 a. C. fu conquistata da Alessandro Magno e in seguito occupata dai Tolomei d’Egitto sino al 198 a.C., quando cadde sotto il dominio dei Seleucidi di Siria. La famosa rivolta ebraica dei Maccabei nel 165 a.C. si concluse con la vittoria di questi ultimi e portò all’instaurazione della dinastia degli Asmonei ed il ritorno ad una sovranità ebraica, destinata a durare fino alla conquista romana nel 63 a. C., quando Gerusalemme fu consegnata ad Erode. Sotto il governatorato di Ponzio Pilato vi fu crocifisso Gesù, sul monte Golgota, come narra la Bibbia. Nel 614 Gerusalemme fu conquistata dai Persiani sasanidi che fecero strage della popolazione. Nel 638 la città si arrese al califfo ʿUmar ibn al-Khaṭṭāb e restò amministrata dai Califfi omayyadi di Damasco e da quelli abbasidi di Baghdad. Seguirono i tentativi dei Crociati di liberare la Città Santa dal dominio arabo ed ottomano. Nel 1099, dopo aver massacrato la popolazione musulmana ed ebraica, i Crociati presero il potere. Nel 1187 Gerusalemme fu riconquistata dal Saladino e rimase sotto la dominazione musulmana fino al 1516, quando questi furono sconfitti dal sultano ottomano Selim I, che la annesse al suo Impero. Nel 1917 l’occupazione britannica mise fine al dominio ottomano. Nel 1949, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite proclamò l’internazionalizzazione di Gerusalemme, sotto il controllo dell’ONU, per favorire la convivenza di cristiani, musulmani ed ebrei, e la città fu proclamata capitale del nuovo Stato israeliano.

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Le indicazioni stradali all’interno della Città Vecchia

Le strade della Città Vecchia sono strette. Camminando si incontrano persone di aspetto insolito, gli ebrei con le treccine, i musulmani con la taqiyah, altri con la kefiah e tanti, tanti turisti. Le mura, considerate il patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, racchiudono in meno di un chilometro quadrato molti luoghi di grande significato religioso come il Muro del pianto, la Spianata delle Moschee con la Cupola della Roccia,  la Basilica del Santo Sepolcro e la Moschea al-Aqsa.

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La Moschea al-Aqsa

Il Muro del Pianto, detto anche il Muro Occidentale, è un muro di contenimento risalente all’epoca del secondo Tempio di Gerusalemme. L’ingresso al Muro prevede un posto di controllo e la divisione tra uomini e donne che pregano separati. Osservo tutto questo con stupore e, mentre mi giro intorno, la piazza mi pare molto più piccola di quanto immaginavo.

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Il Muro del pianto visto dall’alto

Davanti al Muro rimango per un momento in raccoglimento e faccio quello che fanno gli altri: lascio un bigliettino (con una preghiera che avevo scritto quella mattina) in una delle fessure. Cerco di fare qualche scatto oltre il divisorio, dei miei compagni di viaggio mentre pregano.

Con lo sguardo seguo gli ebrei che qui si incontrano. Sono tutti vestiti di scuro, hanno la barba lunga, le treccine, il cappello e alcuni portano una borsa. Parlano tra di loro e appena capiscono di essere presi di mira dalla mia macchina fotografica, abbassano la testa per non essere immortalati. Per fare le foto devo usare lo zoom e stare ad una certa distanza.

Quella sera facciamo un giro turistico in bus per osservare la zona abitata dagli ebrei ortodossi. Sembra una città nella città dove ci sono i loro negozi, le loro boteghe, le loro abitazioni, i loro venditori di scarpe tutte nere, tutte uguali. La guida ci dice che molti di loro non lavorano e non versano le tasse, motivo per cui il quartiere è tenuto meno bene dal resto della città.

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La 3° stazione della Via Dolorosa

Il giorno seguente prendo parte alla Via crucis lungo la Via Dolorosa. E’ la strada che, secondo la tradizione, corrisponde al percorso lungo il quale Gesù, portando la croce, fu condotto al luogo della sua crocifissione. Partiamo dalla Chiesa della Flagellazione e arriviamo al luogo dove Gesù fu giudicato e condannato a morte da Ponzio Pilato. Seguendo le stazioni del percorso lungo poco meno di un chilometro raggiungiamo la Basilica del Santo Sepolcro, costruita sul luogo della crocifissione, unzione, sepoltura e resurrezione di Gesù. Prima di entrare l’emozione è grande. Mi colpisce il suo aspetto interno molto simile alle chiese ortodosse e non quelle cattoliche. La guida ci racconta che la basilica viene “condivisa” dai rappresentanti di varie religioni: cattolica, ortodossa, armena, copta, etiope… e a quanto pare, ciascuno ha una parte di cui si deve occupare. Questo non di rado porta agli scontri e alle risse … Mente sono dentro, cerco di evocare con la mente i momenti della vita di Gesù… cerco di raccogliermi, ma la cosa mi riesce difficile a causa del chiasso e dei rumori prodotti dall’immensa folla di pellegrini. All’uscita mi fermo ad osservare i fedeli inginocchiati accanto alla lastra di marmo sulla quale, secondo la tradizione, sarebbe stato deposto il corpo di Gesù morto. Mi stupisce il modo in cui la gente manifesta la devozione: baciando la lastra e inzuppando la propria sciarpa nel liquido profumato di cui quest’ultima è imbevuta. Una parte del mio gruppo decide di tornare qui stasera per cercare di entrare per assistere all’apertura della porta alle 4 di mattina. Racconteranno il giorno seguente di quest’esperienza unica.

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L’interno della Basilica del Santo Sepolcro
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La lastra di marmo nella Basilica del Santo Sepolcro

Il cerimoniale dell’apertura della porta avviene alla presenza dei rappresentanti di due famiglie musulmane (a cui fu affidata l’apertura nell’antichità)  e di tre sagrestani rappresentanti le tre comunità che ufficiano il Santo Sepolcro: Latini (francescani), Greci ed Armeni. Ogni sera questi si mettono d’accordo su chi aprirà il giorno dopo: in particolare l’apertura viene fatta ciclicamente dalle tre Comunità; colui che avrà il diritto di apertura prende la scala e l’appoggia al centro della porta chiusa. Da tenere presente che l’ora nella basilica rimane sempre quella solare. Le Sante Messe presiedute dai Latini nell’Edicola del Santo Sepolcro iniziano alle 4.30 del mattino e si susseguono ogni mezz’ora fino alle ore 7.45. Alle ore 6.30 i frati celebrano la messa cantata del giorno nello spazio antistante l’Edicola. Simultaneamente ci sono Sante Messe al Calvario, nella navata di destra, dalle ore 5 alle 8.30. Lo status quo stabilisce i rapporti, le attività, i movimenti che si svolgono in questa basilica dove la proprietà è comune a più confessioni.

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La Cupola della Roccia

Se per gli ebrei Gerusalemme è la città della Terra promessa, ossia la terra verso cui Dio ha guidato il suo popolo tramite il profeta Mosè; per i cristiani (che hanno in comune con gli ebrei l’Antico Testamento) la città in cui è morto e risorto Gesù Cristo, per i musulmani  invece la Cupola della Roccia di Gerusalemme sarebbe stata eretta  sul luogo da cui sarebbe cominciata la mistica ascensione del profeta Maometto. (In realtà Maometto morì a Medina l’8 giugno del 632).

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La Spianata delle Moschee

La Spianata delle Moschee è dominata dalla presenza della Cupola della Roccia che colpisce per la sua bellezza. Mentre mi guardo in giro vedo gli abitanti che parlano, un padre che insegna al figlio i versi del corano e tanti turisti intorno.

Prima di proseguire il viaggio, mi rimane giusto il tempo per recarmi alla Basilica del Getsemani. In aeroporto le valigie vengono aperte e la cosa si fa lunga, ma infine si torna a casa con una sensazione di essere stati in un luogo senza tempo…

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La Basilica del Getsemani

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DSCN8007Come arrivare: Gerusalemme non è raggiungibile in aereo. Occorre arrivare in Paese con un volo per Tel Aviv e poi prendere un autobus.

Photos @ mirakriz

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10 commenti Aggiungi il tuo

  1. Stradora ha detto:

    bellissima! è vero non devi essere credente…la magia del muro del pianto la senti già passando dal metal detector d’ingresso e non puoi non emozionarti!

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    1. mirakriz ha detto:

      Verissimo…

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  2. Karen Saler ha detto:

    Bello…ma adesso e piu pericoloso. Ci sono gente con coltelli .
    Non si puo andare senza essere un po pazzo.

    >

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    1. mirakriz ha detto:

      Ma sai, io dico che oggi come oggi nessun posto è più tranquillo… per cui o ci pensi e stai a casa, oppure non ci pensi e vai, con la speranza che non succeda nulla.

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    2. Teresa ha detto:

      Ciao! Molto bella la descrizione!

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      1. Mira Krizman ha detto:

        Grazie Teresa!!!

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  3. tiakatty ha detto:

    E io vorrei andare qua… 🙂

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    1. mirakriz ha detto:

      Merita anche questa…credimi…

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  4. infuso di riso ha detto:

    PIENI DI STORIA E DI FASCINO QUESTI POSTI…
    BEL POST
    DANIELA

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    1. mirakriz ha detto:

      Si, è una città veramente affascinante… grazie, buona giornata 🙂

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