Il re dei ghiacciai della Patagonia PERITO MORENO

IMG_4705Mi trovo al Bar del Ghiaccio nel Glaciarium di Calafate. Ho addosso un poncho color argento con il cappuccio e i guanti che ci hanno fatto indossare prima di farci entrare. Tra le mani sto reggendo un bicchiere, sempre di ghiaccio, riempito con il Fernet Branca (sì, proprio quello nostro italiano) e mescolato con la Coca-Cola. Il gusto di questo cocktail è piuttosto sgradevole pertanto lo assaggio soltanto e cerco di fare qualche scatto decente qui difficile da realizzare senza un’attrezzatura professionale. La musica è alta, nel perfetto stile di un disco-bar mentre il barman si esibisce nelle sue performances e noi presenti balliamo e ci facciamo due risate. Il freddo non è esagerato anche se dopo una ventina di minuti (il tempo massimo consentito per rimanere nel Bar di Ghiaccio) comincia a penetrare nelle ossa. Che dire? Un’esperienza commerciale ma piuttosto divertente. Fatela!

Copia di IMG-20170308-WA0016Glaciarium (Museo del Ghiaccio Patagonico), inaugurato nel 2010, è il primo museo di questo genere in Argentina, costruito all’avanguardia. L’edificio, che copia le linee e la forma del ghiacciaio, con gli angoli retti, le forme irregolari e le grandi finestre, sorge nel bel mezzo della steppa patagonica, sulla strada che porta a El Calafate e si affaccia sul Lago Argentino. Lo si nota fin da subito non soltanto per la sua forma ma perché è l’unica costruzione esistente nella zona. Il biglietto d’ingresso costa circa 12 euro. Nell’auditorium ci fanno vedere un paio di filmati in 3D mentre il percorso dispiega tutto sui ghiacciai della Patagonia, sull’impatto del cambiamento climatico e su quello che gli scienziati stanno facendo per garantirne la salvaguardia e per sensibilizzare il mondo intero sulla necessità della conservazione. Una mostra fotografica ripercorre tutti i ghiacciai della zona e le loro caratteristiche. A me, che dei ghiacciai non ne sapevo proprio nulla, il percorso multimediale costruito secondo i più moderni standard tecnologici ha permesso di comprendere il fenomeno della formazione dei ghiacciai della Patagonia e perlomeno di rendermi conto di quello che in seguito saremmo andati a vedere.

IMG_4758IMG_4761Stiamo varcando la soglia dell’ingresso nel Parque Nacional de los Glaciares per vedere il primo spettacolo della madre natura: Perito Moreno, il re dei ghiacciai della Patagonia e il più famoso in questa zona. Solitamente quando si pensa ai ghiacciai si immagina un posto freddissimo dell’Artico, ma qui siamo in Argentina, esattamente alla sua estremità sud – occidentale, nella provincia di Santa Cruz in Patagonia. Patagonia, di dimensioni grandissime, è diventata leggendaria da quando Magellano nel 1520 raggiunse le coste dell’Atlantico e uno dei cartografi della sua spedizione usò per la prima volta questo nome.

6Perito Moreno, che si estende per 250 km² e per 30 chilometri in lunghezza, è uno dei 48 ghiacciai alimentati dal Campo de Hielo Sur, facente parte del sistema andino, condiviso con il Cile. Situato a 78 km da El Calafate, prende il nome da Francisco Moreno (1852-1919), un esploratore (perito significa “esperto”) che studiò questa zona nell’Ottocento e svolse un ruolo molto importante nella difesa del territorio argentino durante il conflitto per i confini con il Cile.

Copia di IMG_51007Una volta saliti sul catamarano che ci porterà vicino al ghiacciaio, salgo sul ponte ormai strapieno di gente in cerca di un buon punto di osservazione. Il vento anche qui è piuttosto forte e le nuvole sembrano minacciose. Nella speranza che non piova, scambio due parole con alcune ragazze inglesi in viaggio come noi. E’ sempre molto bello fare incontri con le persone che, come te, hanno la passione per i viaggi e in qualche modo parlano la tua stessa lingua. Ci si capisce al volo. Mentre Ellen, una delle ragazze, mi chiede di scattarle una foto, il wooow corale annuncia che ci siamo … ed è proprio wooooooow l’unica cosa che esce dalla mia bocca in quel momento così emozionante e così difficile da descrivere, quando i miei occhi si trovano davanti a quel muro di ghiaccio enorme. Imponente, maestoso, spettacolare si presentava davanti a noi con le sue forme irregolari, le punte bianco-azzurre, ai lati appoggiato sulla montagna.

Copia di IMG_5116Copia di IMG_5248Perito Moreno è un ghiacciaio in movimento. Il fronte lungo circa 5 km si appoggia per oltre 60 m sul lago Argentino. Il movimento è dovuto all’esistenza alla base del ghiacciaio di un cuscino d’acqua che lo tiene staccato dalla roccia. A causa di questo movimento il ghiacciaio avanza circa 2 metri al giorno. L’erosione sul ghiaccio da parte dell’acqua del lago Argentino crea un ponte di ghiaccio tra il fronte del ghiacciaio in avanzamento e la sponda del lago stesso. Ciclicamente, a distanza di 2-5 anni, la pressione del ghiaccio in avanzamento causa la rottura del ponte. La prima rottura documentata del ghiacciaio risale al 1917 e in quell’occasione trascinò in acqua un’antica foresta di alberi arrayán. L’ultima rottura è avvenuta il 10 marzo 2016. Il ricercatore argentino Jorge Rabasa, sostiene che la perdita di quattordici metri di spessore ai margini, registrata nel 2007, sia dovuta a surriscaldamento globale. Altri ricercatori ritengono che i fenomeni mensili o annuali di perdita o accumulo di ghiaccio facciano parte di cicli naturali del Perito Moreno.

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Il ponte di ghiaccio

Mentre il catamarano cambia posizione molto lentamente per permetterci di vedere questa meraviglia da angoli diversi, il ghiacciaio continua a farsi sentire. Ogni tanto un rumore simile ad un tuono o ad un’esplosione segna la rottura di un pezzo che non vedi ma sai che da qualche altra parte c’era stato. E intanto sulla superficie del Lago Argentino galleggiano gli iceberg: alcuni azzurri, altri sporchi, altri completamente trasparenti per lo scioglimento.

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Perito Moreno visto di fronte
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Dopo la rottura di un pezzo

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Mi sento una formica davanti a questa meraviglia del mondo e grata di poter vivere questa esperienza. Quando vivi ogni giorno correndo dalla mattina alla sera, a volte per abitudine o per semplice pigrizia, ti dimentichi di vedere quello che guardi. Ti dimentichi di vedere la bellezza della natura, del mondo che ti circonda, ti dimentichi di rimanere in silenzio e di ascoltare per un momento i suoni della natura. Ti dimentichi che fai parte di quella stessa natura che nonostante il modo in cui la tratti, ti accoglie sempre. Ed ora, per qualche strano motivo, capisci di essere fortunato. Per aver avuto la possibilità di essere qui. Per questo incontro ravvicinato. Come se la natura ti stesse dicendo: “Ricordati chi sei e ritorna da me.” E tu ritorni alle tue origini.

21Scesi dall’imbarcazione, continuiamo a piedi lungo la passerella di legno e di acciaio costruita recentemente. E’ una infrastruttura di grandissime dimensioni fatta erigere dai proprietari del punto ristorativo del parco che per ottenere la licenza hanno dovuto “dare” qualcosa allo Stato argentino. Possiamo immaginare il costo che hanno dovuto sostenere ma si capisce che la grande quantità di visitatori moltiplicata al costo di ingresso consente di ammortizzare il capitale investito in poco tempo. L’opera è fatta in modo eccellente perché da un lato permette di vedere il ghiacciaio nella sua grandezza da diversi punti di osservazione (alto, medio e basso) ma allo stesso tempo garantisce la salvaguardia del paesaggio. Dall’alto è visibile la superficie del Perito Moreno e la sua estensione. Arrivati nella parte intermedia ci fermiamo per fare la foto di gruppo e per mangiare. Proprio in quell’arco di tempo la fortuna ci sorride e riusciamo a vedere in diretta la rottura di un pezzo del ghiacciaio. Ecco il video:

20170125_120539Vedere dal vivo Perito Moreno è un’esperienza che toglie il fiato. Ho letto tante cose prima di partire ma vederlo di persona è stato un qualcosa di unico, soggettivo e davvero difficile da descrivere a parole.

Copia di 20170125_104914

COME ARRIVARE: da El Calafate in bus o auto. Ingresso nella zona protetta del Parco costa 330 pesos (circa 20 dollari).

INFO UTILI: In molte zone qui non esiste la copertura della rete mobile ed è difficile fare acquisti pagando con le carte. Consiglio di munirsi di contante (prelevabile a El Calafate presso i sportelli ATM con la carta di credito). La temperatura è variabile, nei mesi estivi può essere molto caldo, ma nella prossimità del ghiacciaio occorre una giacca vento. E’ da preferire l’abbigliamento a cipolla.

Nel prossimo post vi porterò in mezzo agli ICEBERG!!! STAY TUNED!!!!

Photo © Mira Krizman

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9 commenti Aggiungi il tuo

  1. Karen ha detto:

    Incredibile ! The photos are amazing. Grazie mille.

    Piace a 1 persona

    1. mirakrizman ha detto:

      Grazie a te carissima x averlo letto 😘

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    1. mirakrizman ha detto:

      Realizzabile… te lo auguro di cuore 😊

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      1. Meridiano307 ha detto:

        Grazie mille 😉

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  2. contevladblog ha detto:

    c’è l’ho nel mirino… uno spettacolo quella zona di mondo.

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    1. mirakrizman ha detto:

      Si, da fareeee almeno una volta nella vita!!!

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  3. Ilaria Battaini ha detto:

    Che spettacolo Mira!!! Foto stupende e descrizione che rende bene l’idea 👍😉
    Certo essere lì…

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    1. mirakrizman ha detto:

      Certo che essere li è stato veramente emozionante e indimenticabile. .!!!

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