Sulle tracce di Ramses II – LUXOR

Lasciato il sito di Abu Simbel, proseguo per qualche giorno in battello lungo il Nilo, per raggiungere la città di LUXOR, un luogo che ogni viaggiatore dovrebbe visitare almeno una volta nella vita. Le tracce di Ramses II conducono qui al tempio di Luxor e a quello di Karnak, mentre nelle vicinanze ci sono i siti archeologici della Valle dei Re e della Valle delle Regine, dove fu trovata anche la tomba del grande Faraone. Non molto distanti si trovano anche i colossi di Memnone, noti a chiunque sia almeno un po’ appassionato dell’Antico Egitto.

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“LUXOR è un luogo dove si può rimanere a lungo e in perenne stato di meraviglia”, scriveva Gustave Flaubert, in una lettera nel 1850.

Mentre scendo dall’imbarcazione, al calar del sole insieme ad altri turisti, per prendere un taxi che mi porterà in hotel, una fila di carrozze sfila lungo la Corniche (il viale che costeggia il Nilo) in attesa di qualcuno a cui offrire un passaggio. L’atmosfera è abbastanza surreale, con dei bambini che ci corrono incontro gridando “Un euro, un euro!” e i conduttori che insistono per farci salire su una delle carrozze. Gli Egiziani sanno essere molto insistenti e in alcuni casi cedere alle loro richieste rimane l’unica alternativa. I bambini poi, suscitano tenerezza e dare loro qualche spicciolo viene quasi istintivo, sebbene la guida ci raccomanda di non farlo, per non agevolare l’uso strumentale dei piccoli che non vengono mandati a scuola per essere sfruttati in questo modo. Ci sono ovunque e in prossimità di tutti i luoghi turistici.

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Un ragazzino egiziano

L’attuale città di Luxor si è sviluppata sulle rovine di Tebe, l’antica capitale del Nuovo Regno. Tebe, una città molto grande al suo tempo, con un milione di abitanti circa, disponeva di molti lavoratori e delle ricchezze derivanti dalle numerosi conquiste. Questo permise ai tebani di costruire i più imponenti luoghi di culto in onore al loro dio Amon. Edificati sulla sponda orientale del Nilo, questi santuari celebravano il sorgere del sole. La supremazia di Tebe durò per cinque secoli, quando il potere passò a Menfi, mentre la città, ancora esistente in epoca greco-romana, cadde in oblio durante la conquista araba di Egitto nel VIII secolo. Dopo la spedizione di Napoleone in Egitto nel 1797, Luxor divenne la meta prediletta di avventurosi viaggiatori e di trafficanti di opere d’arte.

IL TEMPIO DI LUXOR

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Il primo pilone

Sorto per il volere del faraone Amenhotep III nel XIV secolo a. C, il tempio di Luxor deve il suo stato di conservazione alla sabbia che lo ricopriva fino al 1881, quando iniziarono i lavori per riportare alla luce il sito archeologico. Le abitazioni arabe costruite qui tra i capitelli delle colonne, descritte da Flaubert nel 1850, furono rimosse in occasione degli scavi. Il Viale delle Sfingi che porta all’accesso del tempio, si estendeva in origine fino a Karnak, 3 km al nord.

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La veduta all’ingresso
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La testa caduta da una delle statue di Ramses II

Subito all’arrivo incontriamo Ramses II, rappresentato durante la battaglia di Qadesh nei rilievi del pilone all’ingresso nel tempio. Fu proprio lui tra i successori di Amenhotep III, a lasciare qui un segno importante. Di sei colossali statue di Ramses II, due sono state portate a Parigi, come del resto anche l’altro obelisco (in origine c’erano due) che oggi si erge su la Place de la Concorde.

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Il Grande Cortile di Ramses II

Attraverso il portale si accede al Grande cortile di Ramses II contornato da colonne con capitelli papiriformi di cui una parte è stata inglobata nella Moschea di Abu el Haggag, edificata nel XIII secolo. Il colonnato è a tratti interrotto da statue rappresentanti Ramses II, tra cui si notano in particolare le due enormi, poste all’inizio del colonnato di Amenhotep III. Le basi di entrambe le statue sono decorate con disegni che celebrano l’unificazione dell’Egitto. Il Santuario delle barche invece, è stato rimaneggiato da Alessandro Magno. Quest’ultimo è rappresentato sulle pareti. Una nicchia fiancheggiata da due colonne corinzie testimonia la presenza di una chiesa romana.

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Alessandro Magno
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La nicchia del Santuario Romano

IL TEMPIO DI KARNAK

DSCN0497Raggiungo il Karnak all’alba, intorno alle sei di mattina. Il sole ha già dipinto il cielo di un rosa stupendo. Il sito è piuttosto in rovina ma tuttavia rimane spettacolare. Durante i cinque secoli del Nuovo Regno (1550-1069 a. C) Karnak era la residenza dei faraoni, un centro amministrativo con migliaia di persone al suo servizio. Le persone comuni non vi potevano entrare, l’accesso era permesso soltanto ai sacerdoti e alla stretta cerchia del re.

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La Grande Sala Ipostila di Karnak

Il complesso comprende i tre recinti sacri di cui solitamente il primo –  quello di Amon –  per molti visitatori coincide proprio con Karnak. In origine un canale collegava questo recinto al Nilo per consentire il transito delle barche sacre. Ramses II fece costruire il pontile d’approdo che oggi, fiancheggiato dal Viale delle sfingi con la testa di ariete, costituisce l’accesso al primo pilone d’ingresso. All’interno ci sono il Cortile Grande, il Tempio di Sethi II, il piccolo Tempio di Ramses III. Sul secondo pilone, fatto da Horemheb, Ramses II lasciò le sue tracce, imprimendo i propri cartigli. Rimane anche uno dei suoi due colossi che si erigevano proprio qui.

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Una colonna vista da vicino
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Il cartiglio di Ramses II

Poco dopo si arriva alla Grande Sala Ipostila. Non ci sono parole per descriverla perche trovarsi qui, in mezzo alle giganteschi colonne, lascia veramente senza fiato. La circonferenza di ogni colonna ha dimensioni mastodontiche e guardando in alto ti sembra di essere una formica per quanto sono alti. Osservo i tuttora visibili geroglifici scolpiti sulla superficie e mi chiedo come abbiano fatto? Con quali mezzi gli egizi riuscivano a costruire pilastri di una simile grandezza? In un’epoca in cui non esistevano nè le gru, nè le macchine…

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Le colonne

Ci sono 134 colonne alte 15 metri, di cui le 12 centrali sono alte 21 metri… Che altro dire? Le misure parlano già da sole… ci vogliono sei persone per abbracciare un solo fusto… Se poi si pensa che in origine le colonne sostenevano un tetto e che tra le colonne c’erano le statue dei faraoni… l’effetto doveva essere un qualcosa di unico e indescrivibile. La colorazione originaria ormai è andata perduta ma la solennità di questo luogo richiama ancora oggi lo spirito di questo luogo degno di essere considerato una “dimora degli dei”.

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Il Viale delle Sfingi a testa di ariete

Mentre mi allontano lungo il Viale delle Sfingi, la mia mente cerca di immaginare come doveva essere stato vivere e camminare qui all’epoca di un dio vivente come Ramses II. Il mio viaggio intanto continua…

Come arrivare: Luxor è raggiungibile con i voli domestici dalle principali città; in crociera da Assuan.

foto © mirakrizman

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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Karen ha detto:

    Bellisimo ! Sei molto brava ! Ed anche molto brave !

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  2. Silvia Wanderlust ha detto:

    Mi viene da piangere solo a vedere queste immagini!! Sto girando il mondo ma è tutta la vita che voglio andare in Egitto e ogni volta che prenoto pochi giorni prima di partire scoppia una rivoluzione!! Mi ripeto sempre che ancora non è il mio momento e nel frattempo vedo le altre bellezze che il mondo ha da offrirmi!! Grazie per avermi fatta sognare!!

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    1. mirakriz ha detto:

      Pensa che io ci sono stata un paio di anni fa e vorrei tornare… sono posti da sogno. Speriamo pertanto di realizzare i nostri sogni!!! Grazie a te x averlo letto e commentato!

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  3. veronicac89 ha detto:

    Complimenti per le bellissime foto, mi è venuta voglia di visitare l’Egitto!

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    1. mirakrizman ha detto:

      Lo devi fare assolutamente! Merita davvero ☺

      Piace a 1 persona

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