Oman on the road: NEL DESERTO DI WAHIBA SANDS

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Sono a capo di una carovana di quattro jeep che ha appena imboccato la strada sterrata verso il deserto più famoso dell’Oman: il Wahiba Sands. Solo alcuni chilometri fa ci eravamo fermati a ridurre la pressione delle gomme per poter proseguire su questo terreno che fin da subito fa capire di quanto abili bisogna essere per poter guidare qui. Le nostre macchine sono dei fuoristrada dell’ultima generazione, comodissime e con l’aria condizionata all’interno. Ci teniamo stretti, io e i miei compagni di viaggio, al manico della jeep per evitare di sbattere la testa durante i frequenti salti. L’adrenalina è alle stelle! Mi sento come se facessi parte di un Camel trophy! Intorno a noi la sabbia si fa sempre più colorata e intravedo le capre e alcuni cammelli in lontananza. Ad un certo punto Alì, il nostro autista, si ferma, dice qualcosa in arabo alla nostra guida volgendosi verso una macchina poco distante rimasta incagliata nella sabbia. Capita spesso qui che le persone poco esperte si addentrino nel deserto e poi si trovino in difficolta. Dopo un po’ arriviamo al Desert Nights Camp, il nostro resort nel bel mezzo del deserto, che ci ospiterà questa notte. Abbiamo a disposizione circa una quarantina di minuti per registrarsi e prendere il possesso degli alloggi. Subito dopo ci aspetta un’escursione al tramonto sulle dune.

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Il Desert Nights Camp è un campo tendato, ma tendato per modo di dire, perché in realtà si tratta di un accampamento a 5 stelle molto lussuoso composto da 53 bungalow allestiti in stile beduino. Mentre cammino a fatica per raggiungere il mio, sento le scarpe sempre più pesanti, ormai piene di sabbia. Mi fermo prima di entrare a svuotarle, apro il lucchetto che chiude la porta di legno e vengo colta da un’enorme sorpresa vedendo che l’interno somiglia ad una vera e propria suite di albergo. Il pavimento vero, un’anticamera con il divano ad angolo coperto da cuscini colorati, il tavolino, il bagno con una doccia enorme e tutte le amenities di lusso, il minibar, il bollitore per il caffè, la camera da letto con il letto matrimoniale e con le rifiniture bellissime! Persino l’accappatoio e le ciabatte appese al muro! Che dire? Grazie Dio per la fortuna che ho di poter essere qui… faccio in fretta un filmato che potete vedere qui e vado fuori pronta per il dune bushing.

 

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Risaliamo sulle jeep e ci dirigiamo verso le dune. Scatto le foto per immortalare gli spettacolari cromatismi. Occorre tenersi veramente stretti perché l’avventura si fa sempre più intensa. Si balla parecchio! Salire sulle dune è difficile, alcune macchine stanno tornando indietro in retromarcia. Il nostro autista però ci riesce, ha preso la spinta sufficiente. Alì ci spiega che è più difficile muoversi sulle linee tracciate da altre auto. Il momento più adrenalinico arriva mentre stiamo scendendo da una duna. Ho voglia di urlare perché mi sembra di cadere nel vuoto come quando si è sulle montagne russe. Davvero emozionante! Ci fermiamo per fare le foto. “Questo momento vale tutto il viaggio” – sento gridare la Teresa. Anche altri mi sembrano tutti elettrizzati dall’emozione e molto contenti. D’altronde i viaggi sono belli soprattutto perché condivisi con altre persone e vedere contenti i miei compagni di questa avventura mi rende molto felice.

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Questo deserto copre una superficie di 15 000 km². Mentre mi giro intorno vedo una sequenza interminabile di dune. Sono bellissime. La guida cammina senza scarpe, del tutto incurante della possibilità di essere morsi da qualche scorpione. Di fatto, stando ad alcuni studi compiuti, in questa zona esiste un’enorme quantità di invertebrati e vivono più di 200 specie di animali selvatici.

Gli autisti raccolgono le bottiglie di plastica sparse di qua e di là, lasciate probabilmente da qualche turista insensibile alla bellezza e alla preziosità di questo paesaggio. Salgo a fatica su una duna per raggiungere altri e mi siedo con gli occhi chiusi a meditare alcuni secondi. L’immensità di questo luogo, l’assenza dei confini, il silenzio rotto dalla leggera brezza del vento che muove la sabbia facendo su essa disegni, mi fanno sentire in pace con il mondo intero. Vorrei rimanere qui per ore…

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Il tramonto ha portato via il sole e con questo anche il suo calore. Occorre rimettersi in marcia e tornare verso il campo per la cena e pernottamento. Durante il viaggio di ritorno rimango con lo sguardo fisso sul finestrino fino all’ultimo cercando di imprimere nella mente ogni singola immagine di questo luogo meraviglioso….

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3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Karen Saler ha detto:

    Mamma Mia…..sei corrageosa

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  2. Ilaria ha detto:

    Wowwww Mira, hai reso molto bene il fascino del deserto! Chissà che prima o poi non mi decida anch’io a un’esperienza così diversa da quello che in genere mi attrae 😉 nel mondo c’è tanta bellezza, che sogno sarebbe vederla tutta!!!

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    1. Mira Krizman ha detto:

      Grazie Ilaria x esserci passata… detto da te che sei una professionista fa molto piacere. 😘

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